Artrite Idiopatica: cos’è, esercizi, rimedi

Che cos’è l’artrite idiopatica giovanile

L’artrite idiopatica, spesso indicata anche con il termine di artrite reumatoide è una particolare patologia che viene causata in maniera diretta dall’infiammazione riguardante le articolazioni. Molto spesso si manifesta in soggetti di tenerissima età ed in particolare durante il periodo dell’infanzia con picchi in pazienti che hanno un’età anagrafica compresa tra 12 mesi e 4 anni.

Alcuni recenti studi hanno dimostrato come questa malattia colpisca maggiormente le donne nel 66% dei casi.

Bisogna anche rimarcare come allo stato attuale le ricerche effettuate non permettono di capire al meglio quali siano le dinamiche che spingono il corpo a manifestare questa specifica insofferenza.

Sembra essere piuttosto chiaro che ci sia una certa predisposizione genetica e fisiopatologica, ma al momento non si può evidenziare con precisione quali siano altri fattori coinvolti.

Un altro tratto caratteristico della patologia è che può manifestarsi in fasi alterne e soprattutto è cronica. Questo significa che il paziente in alcuni giorni può godere di una diffusa sensazione di benessere, mentre in altre situazioni deve fare i conti con invalidanti sintomi.

Fortunatamente l’incidenza di questa specifica infiammazione che riguarda le articolazioni degli arti, ma non solo é piuttosto bassa e in particolar modo è stato calcolato che ogni 10mila bambini 10 ne sono affetti.

Artrite Idiopatica

Artrite Idiopatica

Le diverse varianti di artrite idiopatica

Negli ultimi anni è stato possibile approfondire lo studio di questa patologia e soprattutto capire come essa proponga delle tipologie di infiammazioni che differiscono per alcuni aspetti. Tra le più comuni artriti idiopatiche c’è quella oligoarticolare. Colpisce in prevalenza le donne e solitamente riguarda un numero inferiore a 4 articolazioni durante i primi sei mesi di malattia.

Purtroppo questa malattia può essere persistente nel caso il numero di articolazioni coinvolte rimanga tale, mentre può addirittura essere estesa se nel corso del tempo l’infiammazione va purtroppo a toccare altre parti del corpo. Un altro aspetto interessante di questa malattia è che i ricercatori stanno valutando con estrema attenzione la presenza del sangue di alcuni specifici anticorpi chiamati antinucleari.

L’artrite idiopatica poliarticolare

La variante idiopatica poliarticolare di questa patologia è per numero di casi accertati la seconda più diffusa e purtroppo riguarda un numero maggiore di infiammazioni delle articolazioni. Questo significa che il paziente dovrà fare i conti con una situazione di maggior difficoltà motoria, soprattutto con dolori più acuti e persistenti in diverse zone del corpo.

Anche in questo caso le donne risultano essere più colpite e spesso si manifesta anche in età adulta. Un aspetto che spaventa per questa forma più aggressiva di infiammazione, è che qualora si dovesse fare i conti con una forma grave, allora i danneggiamenti che vengono riportati a diverse articolazioni del corpo sono irreversibili.

Sintomi e diagnosi

La principale caratteristica della patologia è che l’infiammazione delle articolazioni è di natura cronica anche se può avere dei periodi di alternanza per quanto concerne il dolore. Un altro aspetto che può aiutare a scoprirne i sintomi e soprattutto a valutarli in fase di diagnosi, è che solitamente si manifesta nei pazienti prima del superamento dell’età adolescenziale.

Rimanendo in tema di diagnosi, per pensare a questo genere di patologia occorre che ci siano manifestazioni evidenti di artrite nel bambino insieme ad altre situazioni piuttosto specifiche come ad esempio continui stati di febbre ed una certa eruzione cutanea intorno all’articolazione.

Un altro aspetto che purtroppo riguarda i pazienti che sono alle prese con queste problematiche, è che può avere dei riscontri negativi sullo sviluppo e la crescita.

La diagnosi viene effettuata attraverso una serie di analisi cliniche per valutare nel suo complesso il quadro come nel caso di ecografie e radiografie. Peraltro la diagnosi non sempre è semplicissima, anche in ragione delle caratteristiche di questa patologia che in alcuni periodi può scomparire completamente per poi ripresentarsi improvvisamente.

Per quanto riguarda la situazione che si manifesta nella zona articolare, oltre ad un certo e persistente dolore, il paziente mostra anche una rigidità ossia non riesce ad effettuare quelli che dovrebbero essere dei semplici movimenti che riguardano la quotidianità come impiegarsi sulle ginocchia o magari a stringere il pugno e via dicendo.

Le terapie e le cure

Per aiutare il paziente ad affrontare al meglio questa malattia e magari venirne a capo, è necessario la collaborazione tra diversi specialisti e nel caso specifico il pediatra, il fisiatra, il reumatologo e il fisioterapista. È necessario dunque un approccio condiviso che fissi l’obiettivo e che soprattutto preveda massima sinergia.

Come accade per altre malattie che possono diventare croniche, anche per la artrite idiopatica ci sono diversi approcci partendo da quello farmacologico. C’è da fare la premessa che purtroppo, nonostante gli enormi passi avanti fatti negli ultimi anni, ancora non è presente un farmaco che possa curare in maniera definitiva la patologia.

Tuttavia, ci sono delle cure molto efficaci che permettono di gestirla e quindi di tenerla sotto controllo evitando che l’infiammazione possa diventare ancora più grave ed invalidante.

Ci sono diverse tipologie di farmaci che permettono questo risultato come nel caso di quelli antinfiammatori e antidolorifici, ma in alcune situazioni si può anche pensare ad un trattamento al cortisone anche se va ponderato accuratamente perché potrebbe comportare delle controindicazioni.

In aggiunta, ci sono altre tipologie di farmaci che invece permettono di mantenere localizzata l’infiammazione in una determinata articolazione evitando che questa si possa estendere ad altre zone. Comunque i trattamenti a base di farmaci per mostrare una certa efficacia nella cura devono essere portati avanti per un lungo periodo di tempo (almeno 180 giorni).

Il medico curante insieme a tutti i vari professionisti chiamati in ballo in questo approccio terapico devono tra l’altro valutare tante altre situazioni come ad esempio il possibile utilizzo di farmaci biologici e al tempo stesso tenere sotto controllo alcune controindicazioni che potrebbero abbattere in maniera considerevole le difese immunitarie del corpo con tutte le conseguenze del caso.

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