Artralgia al polso: trattamenti, cure, rimedi

Con il termine “artralgia” ci si riferisce ad sintomi dolorosi che colpiscono le articolazioni. Se il fastidio insorge nell’area anatomica che connette il braccio con la mano, è detto “artralgia del polso“. A lamentare tale problematica non sono soltanto gli anziani, questo perché alla base del dolore vi possono essere numerose cause. Dai traumi alle infezioni, dalla flogosi alle tendiniti, dalla gotta alle reazioni allergiche.

Artralgia al polso

Artralgia al polso

Artrite, artrosi ed artralgia del polso

Nel linguaggio comune si tendono a confondere termini quali artrite, artrosi ed artralgia. Come premesso, tuttavia, l’altralgia del polso è soltanto il nome dato al dolore che colpisce il polso. Non da indicazioni sulle problematiche sottostanti, non ne chiarisce l’intensità, non ne delinea la durata nè l’eventuale periodicità.

Se il fastidio dipende da uno stato di flogosi, che sia acuta o ricorrente, viene detta “artrite”. Se invece alla base vi è un processo degenerativo che colpisce le cartilagini, si parla di “artrosi”. Nel primo caso, impacchi di acqua fredda possono offrire un rapido sollievo, oltre a ridurre sensibilmente gonfiori e rossori. Nel secondo, invece, sono più indicate le cure termali e le creme ad effetto riscaldante.

Sintomi principali dell’artralgia del polso

L’artralgia del polso è contraddistinta da sintomi ben precisi, che possono essere più o meno invalidanti. In base alla patologia sottostante, il quadro sintomatologico può arricchirsi di svariati elementi, fondamentali per una corretta diagnosi. Prima di tutto, è importante valutare se movimento e riposo sono fattori esacerbanti o attenuanti. Bisogna poi distinguere tra dolore articolare, quindi interno, e periarticolare, ossia proveniente da strutture anatomiche vicine (tendini, legamenti, muscoli, capsule, membrane, borse). In linea generale, nell’artralgia sono riscontrabili:

        • Rigidità articolare
        • Dolore tra ulna, radio, scafoide ed ossa carpali
        • Ridotta mobilità dell’articolazione
        • Eritema (talvolta)
        • Gonfiore ed accumulo di liquido sinoviale

Se la causa dell’artralgia è l’artrite, è possibile sentire anche dei fastidiosi scricchiolii durante i movimenti.

Fattori di rischio e patologie associate

Il dolore al polso può insorgere sia in seguito a traumi meccanici che in modo brusco ed imprevedibile. In entrambi i casi può avere carattere intermittente, transitorio, acuto o persistente, elementi che danno l’idea della gravità e della necessità di consultare uno specialista.

Va detto che i fattori di rischio, che predispongono all’artralgia del polso, sono tanti, alcuni dei quali perfettamente controllabili. Tralasciando la senilità, che comporta una fisiologica degenerazione delle cartilagini articolari, vi sono l’obesità, le infezioni virali, le lussazioni, le infezioni batteriche, alcuni sport (tennis, golf), i malfunzionamenti del sistema immunitario e le alterazioni metaboliche. Patologie come l’ipotiroidismo, causando un rigonfiamento tissutale, possono comprimere il nervo mediano e causare la sindrome del tunnel carpale, con conseguente dolore. Un’alimentazione sbilanciata, capace di provocare un accumulo di acido urico, può condurre alla gotta, che tra le varie manifestazioni presenta proprio l’artralgia. Vanno infine menzionati il lupus eritematoso sistemico, le neoplasie ossee, la psoriasi, la sclerodermia, il morbo di Dupuytren e le vasculiti.

Come si esegue la diagnosi

Chi lamenta dolore al polso, si sottopone in primis ad una visita ortopedica. Il dottore osserva attentamente la cute, dopo la quale può decidere di rilevare la temperatura corporea e procedere all’auscultazione cardiaca. Si passa quindi all’esame muscolo-scheletrico, necessario a discernere l’artralgia interna da quella periarticolare.

Il dolore, infatti, può essere evocato muovendo il polso sia in modo attivo che passivo, ma anche operando delle precise compressioni. Se la problematica è circoscritta, vengono richieste radiografie, risonanze magnetiche e qualche volta anche la TAC. Se vi è il dubbio che gonfiori ed arrossamenti possano celare altro, si propende per indagini ematiche (VES, uricemia, proteina C reattiva), reuma-test, artrocentesi, biopsie ed artroscopie. L’eventuale scoperta di una patologia sottostante, impone il consulto con un secondo specialista (reumatologo, endocrinologo, ginecologo, geriatra, immunologo ecc.).

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Rimedi casalinghi contro il dolore al polso

Nella stragrande maggioranza dei casi, il dolore al polso origina da un’infiammazione acuta o un urto di poco conto. Trattandosi di episodi sporadici, è consigliabile procedere con impacchi di acqua fredda oppure acquistare una crema in farmacia.

Attenzione però che l’artralgia non sparisce istantaneamente, può attenuarsi nel giro di qualche ora o richiedere alcuni giorni. Pur non potendo invertire la degenerazione di ossa e cartilagini, i rimedi casalinghi funzionano anche in caso di osteoartrosi.

In questo campo vengono impiegati gli unguenti riscaldanti, i fanghi termali ed i bagni caldi, ma sono perfette persino le più comuni borse termiche.

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Antinfiammatori, antidolorifici e trattamenti ambulatoriali

Intercettata la reale causa dell’artralgia al polso, l’ortopedico stabilisce la terapia, che può essere ripetuta ciclicamente più volte all’anno. In genere vengono prescritti antinfiammatori, antidolorifici e tutori, ma ad essere fondamentali sono principalmente il riposo e la fisioterapia.

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Qualora i bendaggi compressivi, i FANS e l’applicazione di ghiaccio non riducano i fastidi, si eseguono infiltrazioni di corticosteroidi e di acido ialuronico.

I corticosteroidi vengono chiamati in causa se il danno cartilagineo è imponente e vi è una palese artrosi. Purtroppo sono note parecchie controindicazioni all’impiego di cortisone, perciò non tutti i candidati possono beneficiare di questi trattamenti ambulatoriali. Tra gli esclusi figurano i diabetici, gli immunodepressi, chi segue terapia anticoagulante è chi è affetto da severa osteoporosi.

In alternativa, si possono prendere in considerazione le infiltrazioni di acido ialuronico, tendenzialmente ben tollerate, poiché questa sostanza è naturalmente presente nelle cartilagini, dove svolge un duplice ruolo lubrificante e nutritivo.

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