Correlazione tra Ves e Pcr nell’artrite

In presenza di alcuni sintomi comuni che potrebbero far pensare ad artrite anche in fase iniziale, è possibile ricorrere subito a semplici esami di laboratorio per poi passare ad una diagnostica di secondo livello per approfondire lo stato di salute.

In particolare VES e PCR sono test che possono fornire al medico una prima indicazione sulla possibile presenza di un’infiammazione e quindi di un’artrite. Tale patologia colpisce in genere le persone anziane, ma non è raro che si sviluppi anche nei giovani a seguito di eventi traumatici.

Correlazione tra Ves e Pcr nell'artrite

Correlazione tra Ves e Pcr nell’artrite

Si tratta di una malattia cronica autoimmune che comporta l’infiammazione delle articolazioni più soggette a carico come il ginocchio, l’anca, i piedi, le mani e le caviglie.

I sintomi con il progredire della malattia, sono in genere inequivocabili: dolore, gonfiore e progressiva perdita della mobilitĂ . Al momento sono state individuate circa 100 forme di artriti anche se ve ne sono alcune piĂą comuni e diffuse nella popolazione.

Cos’è la velocità di eritrosedimentazione (VES) e rapporto con l’artrite

Questo test viene eseguito qualora il medico sospetti una infiammazione causata da varie patologie come tumori, infezioni di varia natura e malattie autoimmuni. Essa è particolarmente utile, poi, per supportare altri tipi di valutazioni diagnostiche strumentali in caso di artrosi, artriti, artrite reumatoide o polimialgia reumatica.

Quando c’è il sospetto della presenza di un’infiammazione, quindi, può essere utile fare il test con un semplice prelievo di sangue che non prevede alcun tipo di preparazione.

La VES rileva il tempo che i globuli rossi impiegano a precipitare dopo che un campione di sangue è stato posto in un apposito contenitore; in situazioni normali essi sedimentano con lentezza, ma in presenza di un’infiammazione il loro peso aumenta a causa di una maggiore concentrazioni di proteine, fra le quali c’è anche la Proteina C Reattiva (PCR) altro indicatore fondamentale per stabilire senza ombra di dubbio la presenza di una infiammazione in atto.

La VES da sola, infatti, non sempre può fornire indicazioni precise perché potrebbe essere influenzata dalla presenza di altre malattie: per questo motivo essa viene associata anche al test per la proteina C-reattiva. Naturalmente questi esami rappresentano per il medico solo un primo passo per l’individuazione di un’artrosi in quanto la VES è un test non specifico ovvero indica la presenza di una possibile infiammazione, ma non dove essa è localizzata.

Qualora il paziente lamenti una serie di sintomi attribuibili all’artrite, il medico prescriverà queste analisi del sangue come fase iniziale di accertamenti più approfonditi. Potrebbe essere richiesta anche una ripetizione della VES ad intervalli per monitorare l’evoluzione di tali patologie.

Una VES molto alta, ovviamente, è indicatore di una infiammazione grave in presenza della quale il medico potrebbe richiedere ulteriori accertamenti di laboratorio oltre che diagnostici (ad esempio una emocoltura).

I valori normali della VES sono compresi fra 0-13 mm/h per gli uomini da 20 a 49 anni, fra 0-19 mm/h per gli uomini dopo i 50 anni, fra 0-21 mm/h per donne da 20 a 49 anni e fra 0-29 mm/h per le donne oltre i 50 anni. Oltre tali valori si è in presenza di un’infiammazione che va da leggera a severa a seconda dello scostamento dai valori normali.

Cos’è il Test PCR e perché usarlo per individuare forme di artrite

La proteina C reattiva (PCR) viene prodotta dal fegato e liberata nel sangue in presenza di un’infiammazione per cui la misurazione della sua concentrazione può essere un valido aiuto nell’individuazione di uno stato transitorio o di una malattia cronica.

Poiché tale proteina viene rilasciata nel giro di poche ore dallo svilupparsi dell’infiammazione, rappresenta un test specifico soprattutto se associato a quello della VES; spesso infatti essa presenta valori centinaia di volte superiori al normale e ciò può accompagnarsi anche a sintomatologie febbrili e dolori.

La PCR non è usata come diagnosi, ma è un preciso indicatore di uno stato infiammatorio che completa la presenza di altri sintomi e fornisce al medico un quadro completo della situazione; in questo modo si può quindi procedere ad ulteriori accertamenti diagnostici per comprendere l’origine dell’infiammazione stessa. La proteina C reattiva è un marcatore che, grazie alla sua tempistica di rilascio nel sangue, segnala situazione acute come infezioni virali, micotiche o batteriche a carico di polmoni, vie urinarie, della pelle o di altre sedi, ed infiammazioni croniche come varie forme di artrite e malattie autoimmuni.

I valori normali della proteina C reattiva non superano i 5-6 mg/l mentre nei processi infiammatori può raggiungere anche 500-1000 mg/l; l’aumento di tale proteina è collegata ai meccanismi messi in atto dall’organismo per difendersi da eventi esterni con sviluppo di azioni specifiche ed aumento della fagocitosi.

Per la diagnosi di una infiammazione è quindi fondamentale valutare e controllare la correlazione tra VES e PCR; se infatti i valori della VES hanno parametri fuori scala mentre quelli PCR risultano all’interno della normalitĂ , il significato del risultato è che con molta probabilitĂ  un sintomo o un dolore collegabile apparentemente a un’infiammazione, in realtĂ  non è associabile ad essa per cui la causa dei disturbi è, per ovvi motivi, da ricercarsi da un’altra parte.

Diagnosi dell’artrite

In presenza di dolori alle articolazioni, gonfiore, arrossamento della parte e rigidità muscolare è sempre opportuno rivolgersi immediatamente ad uno specialista in quanto questi sono sintomi evidenti di un processo infiammatorio in atto.

La diagnosi prevede una valutazione clinica approfondita di tutti i segnali alla quale seguiranno una serie di approfondimenti di laboratorio e diagnostici. Il primo passo sarà, come evidenziato in precedenza, quello delle analisi del sangue con particolare riferimento a VES, PCR, ANA. emocromo e ricerca del Fattore Reumatoide (FR) per valutare la presenza di artrite reumatoide. Questi esami, tuttavia, come specificato, da soli non possono fornire risposte chiare e precise circa la natura dell’infiammazione in atto ed anche la presenza di FR non rappresenta una certezza.

Ad essi devono seguire radiografie, TAC, ecografie, risonanza magnetica ed analisi del liquido sinoviale al fine di trovare la giusta terapia che possa alleviare i sintomi piĂą gravi.

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