Cure Consigliate per la Fibromialgia

La fibromialgia è una patologia cronica che comporta un dolore e una tensione muscolare persistente in varie zone del corpo. Si tratta di una malattia difficile da diagnosticare con un quadro clinico complesso e molto vago che spesso induce gli specialisti a credere che si tratti di altre patologie.

Non avendo un riscontro effettivo mediante delle analisi e degli esami specifici, talvolta non viene identificata subito e può diventare pesante per il paziente che deve coesistere con il dolore.

Si va da una sintomatologia lieve ad altri casi in cui la situazione è molto gravosa e rende impossibile anche normali atti quotidiani.

Una volta appurata e diagnosticata la malattia da parte dello specialista, questo può individuare le cure più idonee per quel singolo caso. La situazione varia da paziente a paziente perché è necessario considerare la singola individualità, lo stadio della malattia e quindi lavorare al trattamento che dà il migliore effetto possibile.

La medicina in questo caso interviene con trattamenti farmacologici che permettono di limitare il dolore e i disturbi correlati come problemi di insonnia, deficit di serotonina, tensione muscolare. Al di là dell’approccio farmacologico è possibile intervenire e trattare il problema con esercizio aerobico e con la terapia cognitivo-comportamentale.

Gli studi hanno riportato risultati entusiasmanti con la giusta combinazione di questi trattamenti che sono in grado di modificare l’iperattività neurovegetativa della malattia.

Cure Consigliate per la Fibromialgia

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Terapie consigliate

Al di là delle cure farmacologiche che lo specialista, dopo appositi rilievi e dopo visita, potrà dare al paziente sono indicate delle terapie fisiche che sono indipendenti ma che hanno un elevato riscontro. Una di queste è la TENS che va a stimolare i nervi.

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Inoltre anche la terapia cognitivo-comportamentale si è dimostrata efficace. Anche la psicologia incide sulla malattia e sul suo progresso, per questo viene indicato anche questo approccio come utile al paziente per superare il dolore e imparare soprattutto a convivere con esso.

Spesso i medici consigliano un abbinamento di tutti questi elementi per ottenere dei benefici immediati. Non va dimenticato poi l’esercizio fisico che è alla base di una corretta resa del corpo e una risposta migliore alle terapie. Un corpo sano, allenato, normopeso è sempre meglio disposto ad interagire nella gestione di una patologia e soprattutto in questo caso nella gestione del dolore cronico.

Sono da prendere in considerazione anche tutte le terapie alternative che servono non solo a limitare il dolore ma a regolare i disturbi correlati. Da un punto di vista dietetico una sana alimentazione, senza caffeina, è ottimale. Bisogna poi lavorare per ridurre lo stress che acutizza la malattia, la rigidità muscolare e quindi i dolori.

Migliorare la qualità del sonno è importante per combattere l’insonnia che spesso si manifesta con questa patologia, praticare esercizio aerobico per 45 minuti almeno tre volte alla settimana permette di avere un fisico allenato che reagisce meglio e anche migliorare i ritmi di sonno e veglia. È possibile iniziare gradualmente per vedere la risposta al dolore, anche solo con passeggiate o nuotate non impegnative.

Si rivelano utili come coadiuvanti nella regressione della sintomatologia approcci come agopuntura, massaggi, yoga, terapie di rilassamento muscolare, meditazione, fitoterapia, elettromiografia. Tutto quanto può migliorare lo stato del corpo e aiutare lo stesso, insieme alla mente, a rilassarsi è un approccio valido che può avere un riscontro soggettivo ottimale.

Cure farmacologiche

Il primo approccio, dal punto di vista medico, è quello farmacologico. Lo specialista prescrive dei prodotti specifici che vanno in primo luogo a creare un effetto sul dolore. Solitamente l’approccio utilizzato è indirizzare ad una tipologia di medicinale specifico.

Ci sono in media tre classi che vengono adoperate a seconda che il problema maggiore sia dolore cronico, disturbi generalizzati, problemi del sonno. La scelta di una, dell’altra o della loro combinazione dipende dalle manifestazioni del paziente.

Antidepressivi

Nelle classi di prodotti utilizzate compaiono gli antidepressivi, triciclici che possono essere somministrati esclusivamente o da abbinare con benzodiazepina.

Questi vengono dati al paziente in piccole dosi perché servono ad attenuare il dolore e i disturbi del sonno. Vengono abbinati ai miorillasanti per aiutare nella gestione dei crampi e degli spasmi. La serotonina è coinvolta infatti in questa malattia e può portare anche a generare delle forme di depressione. I farmaci antidepressivi hanno effetto proprio sulla serotonina.

Questo tipo di cura è ormai da molti anni utilizzata con successo, di recente comunque vengono prescritti anche degli inibitori della serotonina, in particolare del reuptake che si sono dimostrati molto efficaci. Vengono anche impiegati gli inibitori della noradrenalina. Questo è molto utile su un piano dei recettori e determinano un miglioramento fisico per tutto ciò che riguarda il dolore, il movimento, la tensione.

Miorilassanti

Questa categoria di farmaci viene data spesso in abbinamento ad un altro tipo di farmaco e va a lavorare su quella manifestazione tipica della fibromialgia che porta la costante sensazione di avere contratture muscolari. Talvolta sono proprio queste a generare il dolore acuto. La ciclobenzaprina e la tizanidina sono le più elette nella cura di questa problematica.

Analgesici

Per ridurre il problema e, in particolare, l’infiammazione che ne deriva vengono utilizzati gli analgesici. Le classi più impiegate sono l’acetaminofene che serve a ridurre subito il dolore e la rigidità muscolare, il tramadolo che viene dato insieme al paracetamolo ed ha un’azione forte e talvolta anche antinfiammatori non steroidei che hanno effetto sull’infiammazione. Tuttavia questi impiegano molto tempo per questa patologia a dare un qualche effetto, il che non è ideale se il paziente è sofferente.

Antiepilettici

In alcuni casi viene indicato l’utilizzo di farmaci contro l’epilessia. Questi servono per ridurre delle forme molto acute di dolore o negli stadi avanzati. Questi medicinali comunque vengono erogati con molta parsimonia poiché si tratta comunque di prodotti che potrebbero riportare delle controindicazioni sul corpo. Tuttavia nelle forme croniche della malattia sono talvolta la scelta più indicata per il trattamento.

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