Correlazione tra Vertigini ed Artrosi

Il problema dell’artrosi con conseguenti vertigini annesse risulta piuttosto comune e, purtroppo, spesso sottovalutato. Nel caso dell’artrosi cervicale, trattasi di un dolore che interessa da vicino il rachide cervicale che, oltre ad essere particolarmente fastidioso, non consente di portare a termine il normale svolgimento dei compiti quotidiani.

Nel momento in cui un paziente soffre di intensi dolori alla cervicale, dovuti all’artrosi e che hanno le vertigini come conseguenza primaria, diventa di fondamentale importanza individuare quanto prima le cause del disturbo.

Correlazione tra Vertigini ed Artrosi

Correlazione tra Vertigini ed Artrosi

Per diagnosticare il disturbo alla cervicale dovuto ad artrosi, quale tipo di esame è necessario effettuare?

In primis, è opportuno rivolgersi ad un ortopedico. Toccherà a lui diagnosticare le cause attinenti all’artrosi che comporta intensi dolori alla cervicale e i problemi dovuti a vertigini. In linea di massima, il medico specialista esegue delle Lastre RX in riferimento al tratto cervicale. In seconda battuta, una risonanza magnetica può rivelarsi utile più che mai, perché si va ad approfondire l’eventuale presenza di protrusioni e/o di ernie, oltre che a monitorare nei dettagli qual è lo stato di salute generale dei dischi invertebrali. Anche una TAC al collo può essere utile per comprendere le cause dei fastidi continui.

Cosa dire in riferimento ai sintomi più comuni per quanto riguarda l’artrosi e le vertigini?

L’errata postura incide in riferimento all’insorgere di un’artrosi, con cervicale e vertigini annesse.

L’artrosi cervicale si sviluppa per cause degenerative: un’errata postura può rivelarsi problematica, specie se la si tiene a lungo. Questo perché, tra le altre cose, comporta anche una fastidiosa infiammazione che coinvolge i legamenti e i muscoli.

Sintomi

Di sintomi che si manifestano in rapporto alla correlazione tra vertigini e artrosi ce ne sono diversi. Il più evidente è l’intorpidimento delle braccia. Muoverle con scioltezza, in più delle volte, è cosa impossibile; anche la muscolatura del collo risulta indolenzita, come dimostra la rigidità muscolare quando c’è da ruotare il capo o ancora inclinare il collo.

In linea di massima, è proprio il dolore al collo il primo possibile sintomo, a fronte di artrosi con conseguenti vertigini. Il dolore al collo e quello al capo, specie nell’area occipitale, che può rivelarsi più intenso di quanto effettivamente ci si potesse aspettare.

Poi sintomi connessi al problema, come dolore al petto, spossatezza, secchezza della bocca, crampi addominali, tachicardia e crisi di panico, si rivelano piĂą frequenti di quanto si possa pensare. Inoltre, non occorre dimenticare il torcicollo, formicolii fastidiosi, debolezza che riguarda i muscoli e forte mal di testa.

Anche i repentini cambiamenti climatici possono incidere considerevolmente su questo disturbo.

Artrosi e vertigini: la cura

Partendo dall’assunto che un diagnosi corretta giochi oggigiorno un ruolo decisivo nel contrastare i problemi alla salute, occorre intervenire sin dalla prima comparsa dei sintomi. Quello più evidente è strettamente connesso all’infiammazione dell’area interessata. Oltre alle vertigini, c’è purtroppo il rischio di avere a che fare con problemi più seri, tipo i capogiri.

Che fare in questi casi?

Beh, l’infiammazione, specie nella fase più acuta, va necessariamente contrastata con farmaci adeguati, tipo gli anticolinergici e i cortisonici, in quanto tengono alla larga la minaccia di sensazioni di nausea e possibili sbandamenti, meglio noti come confusione ricettoriale.

Tieni, inoltre, a mente una cosa: nella fase più acuta, contraddistinta da vertigini intense, è scelta saggia non fare alcuna seduta fisioterapica. Il tuo fisioterapista di fiducia, infatti, potrai contattarlo sono nel momento in cui la situazione appaia stabilizzata. Tutto questo avviene a seguito dell’impiego di farmaci idonei, oltre che del trattamento fisioterapico appropriato. Anche l’utilizzo del laser ad alta potenza, della massoterapia, degli infrarossi, della tecarterapia può migliorare la situazione in maniera considerevole.

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Tra le altre soluzioni volte a migliorare i problemi dovuti ad artrosi e vertigini, particolarmente pratiche sono le manovre chiropratiche di mobilizzazione. Il loro obiettivo? A seguito del trattamento opportuno della muscolatura interessata al problema e della mobilizzazione del rachide cervicale, è opportuno provare a sbloccare i blocchi cervicali (qualora presenti).

I trattamenti conservativi, incentrati sui farmaci antidolorifici aiutano considerevolmente a contenere il dolore.

Anche l’indagine dello stile di vita del paziente (piuttosto sofferente) è importante, perché gli concede l’opportunità di modificare la postura nel corso della giornata.

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In genere, tra i rimedi maggiormente gettonati, vi figura il cuscino su cui dormi. Può rivelarsi estremamente vantaggioso effettuare delle modifiche al cuscino, su cui sei solito poggiare la testa nelle ore notturne. Vedi per esempio il cuscino memory cervicale.

Nel caso specifico dell’artrosi cervicale, quasi tutti i trattamenti si focalizzano sull’assicurare sollievo al dolore. Obiettivo primario, quindi, è quello di consentirti lo svolgimento di una vita normale: la malattia, di fatto, va stabilizzata, affinché non si evolva verso uno scenario peggiore che, in alcuni casi, può arrecare purtroppo anche danni invalidanti.

Il problema di fondo è che i rimedi di natura chirurgica si rivelano quasi sempre poco efficaci. Per questo motivo, si preferisce ricorrere alla fisioterapia, alla terapia farmacologica, basata su rilassanti muscolari (come ad esempio, la ciclobenzaprina), gli antalgici (come ad esempio, il gabapentin o ancora l’idrocodone), gli antinfiammatori non seroidei (come il diclofencac) e infine i farmaci cortisonici.

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L’operazione chirurgica è vista come l’extrema ratio

Solo nel momento in cui le forme di trattamento appena citate non forniscono i risultati sperati, l’intervento in sala operatoria risulta inevitabile. In genere, si opta per rimuovere gli speroni ossei con l’intento di base di garantire maggiore spazio sia ai nervi, eccessivamente sofferenti per via della compressione, che al midollo spinale.

Conclusioni

Artrosi e vertigini vanno affrontate al meglio e mai prese sotto gamba. Partendo dall’immagine dei problemi di tipo posturale, occorre considerare che, talvolta, la rieducazione mirata svolge un ruolo decisivo sia nel trovare una soluzione certa contro questo dannoso problema di salute che nel comprendere gli errori posturali commessi.

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