Cos’è l’artrosi acromion claveare? Esercizi e Rimedi

L’artrosi acromion-claveare è una patologia degenerativa artrosica che si sviluppa a carico della spalla. Infatti acromion-claveare è l’articolazione che fa da giuntura tra la clavicola e la parte superiore denominata acromion.

Quando si genera l’erosione della cartilagine di queste aree, la parte delle ossa sottostanti e quindi anche i tessuti, vengono danneggiati in modo permanente. Questo deficit comporta non solo l’impossibilità di muovere correttamente l’articolazione ma anche un dolore acuto localizzato di tipo propriamente artropatico.

Artrosi acromion claveare

Artrosi acromion claveare

Che cos’è l’artrosi acromion-claveare?

L’artrosi localizzata in questa sezione è una delle più diffuse, seppur meno conosciute. Spesso le persone convivono con il dolore alla spalla e l’impossibilità del movimento senza giungere ad una corretta diagnosi. Per questo quando si verificano dolori insistenti alle articolazioni è bene consultare un medico senza aspettare troppo tempo. A meno che non ci siano stati traumi diretti è strano che un dolore sia forte e persisente per diverse settimane.

La spalla ha 5 articolazioni, la acromonion-claveare si può semplicemente tastare con le dita e porta la clavicola alla spalla. I legamenti che la compongono sono due, questi hanno il compito di scaricare il peso e distribuirlo. Poi vi è un disco interarticolare, composto da cartilagine, che fa da cuscino tra i due capi articolari.

Quando muoviamo il braccio normalmente questa struttura fa lavorare tutti gli elementi insieme, quindi non agisce solo il muscolo o solo il tendine. Il lavoro in sincronia permette alla scapola di spostarsi e quindi muoversi.

La degenerazione osteoartrosica a carico dell’acromion-claveare si sviluppa tendenzialmente quando la parte è interessata da uno stress costante. Chi fa lavori pesanti e usuranti, gli sportivi che sollevano pesi, possono andare incontro a questa patologia. Sono correlati anche traumi, come la lussazione della clavicola, una caduta, microtraumatismi ripetuti a seguito di una postura scorretta. Queste sono le cause “esterne” che possono portare alla malattia.

Un’altra componente, molto più complessa, è una malattia degenerativa che si sviluppa lentamente e solitamente con l’avanzare dell’età. Le articolazioni, come gli organi e le altre parti del corpo, iniziano ad essere soggette all’usura e quindi degenerare.

Nell’area articolare spesso si sviluppano degli speroni che peggiorano la condizione perché logorano i tendini ancora più in fretta. Quando emerge il dolore e l’impossibilità di movimento spesso il quadro patologico è già avanzato.

Le componenti infiammatorie invece sono dettate da sollecitazioni meccaniche continue, come accennato prima sollevamento pesi, lavori pesanti, traumi e in quel caso è possibile intervenire prima che la situazione peggiori.

Diagnosi e sintomi

I sintomi sono fondamentali per una corretta diagnosi. L’artrosi acromion claveare si presenta con un dolore localizzato alla spalla, in particolare nella parte anteriore. La zona può apparire anche gonfia e il movimento può risultare difficile e soprattutto più doloroso quando si porta l’arto verso la parte opposta.

Quando si manifesta un fastidio tendenzialmente cronico, bisogna rivolgersi ad uno specialista. Questi, mediante una visita medica e lo studio della storia del paziente, potrà essere indirizzato facilmente verso la patologia descritta. Saranno utili anche una Tac o Risonanza Magnetica per diagnosticare la malattia. In questo modo è possibile comprendere a che stadio si trova e soprattutto se ci sono segni degenerativi come ossificazioni.

Terapia e rimedi utili

La terapia può variare a seconda dello sviluppo della malattia, si va infatti da un trattamento locale fino alla possibilità di intervenire con la chirurgia nei casi più gravi.

La prima scelta è sempre la fisioterapia, infatti grazie ad una riabilitazione è possibile riacquistare il movimento e quindi evitare che la malattia progredisca apportando danni gravi. Successivamente, per gli stadi più avanzati si utilizzato antidolorifici e antinfiammatori che possono aiutare il paziente nella gestione del dolore.

In questo caso risulta utile anche fare delle infiltrazioni locali nell’articolazione per un sollievo rapido. Solo nei casi più gravi si procede chirurgicamente, ovvero quando il dolore diventa cronico e quando il movimento è totalmente inibito. Il trattamento chirurgico può portare alla resezione del terzo distale della clavicola, all’asportazione dell’articolazione (questo eseguito per via artroscopica), regolarizzazione della superficie dell’articolazione.

Oltre a questi trattamenti diretti è necessario da parte del paziente: ridurre lavori faticosi a carico dell’area interessata, mantenersi normopeso, stare a riposo quando si manifesta il dolore, mantenere la mobilità articolare con appositi esercizi e programmi.

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Esercizi

A differenza di altri tipi di artrosi, quella dell’acromion-claveare richiede il riposo nei momenti di dolore massimo ma esercizi nel lasso di tempo in cui il dolore è gestibile. In questo modo non si rischia di mobilizzare totalmente l’arto. Per prima cosa è fondamentale pratica sempre lo stretching prima di iniziare. Un tipo di esercizio consigliato è quello di portare il braccio fino alla scapola, poi si sviluppano programmi per rafforzare la cuffia dei rotatori e i muscoli adiacenti. In questo modo non si risolve il problema ma si aiutano i sintomi a minimizzarsi ed essere poco fastidiosi.

A seguito dell’intervento è comunque opportuno imparare a fare esercizio e poi avere un tutore di supporto per qualche tempo. Oltre alla fisioterapia vera e propria può essere utile praticare degli allenamenti molto leggeri. Risultano efficaci anche massaggi locali e trattamenti manuali da parte di personale esperto per alleviare la sofferenza.

Il consiglio degli esperti in un primo stadio è tenere la malattia sotto controllo. Con i giusti accorgimenti, soprattutto se la patologia e il dolore sono causati da un’infiammazione meccanica esterna, è possibile non solo limitare i sintomi ma soprattutto ripristinare il movimento corretto. Per questo è utile rivolgersi allo specialista all’inizio della comparsa di deficit motori e dolori, onde evitare di scongiurare interventi chirurgici e riabilitazione.

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