Tendinite inguinale: esercizi e rimedi per alleviare il dolore

Perché insorge la tendinite inguinale?

L’utilizzo esagerato dei muscoli adduttori presenti nella zona inguinale può provocare un’infiammazione detta pubalgia o tendinite additiva inguinale.

Tendinite inguinale

Tendinite inguinale

Se la lesione causata dall‘utilizzo eccessivo del tendine è recente si parla probabilmente d’infiammazione acuta. Quando i disturbi all’inguine sono cronici possibilmente la causa è una degenerazione della normale struttura tendinea.

Il complesso di sintomi potrebbe irradiarsi alla gamba ma generalmente è localizzato nella zona alta dell’inguine. Essendo che l’origine della tendinopatia è l’usura eccessiva, i suoi sintomi dolorosi compaiono gradualmente e non in seguito a un trauma fisico specifico.

I muscoli adduttori interessati sono cinque, classificati in corti e lunghi, i quali svolgono un importante compito poiché uniscono le gambe al bacino (e ovviamente al resto del corpo).

Gli adduttori corti sono il pectineus, il longus dell’adduttore e il becco dell’adduttore, i quali s’innestano nell’osso della coscia provenendo dal bacino. Gli adduttori lunghi sono il magnus adduttore e il gracile, i quali provenendo dal bacino s’innestano nel ginocchio interno.

Tendinite inguinale: cos’è e come si presenta

La tendinite inguinale è un’infiammazione o una degenerazione dei tendini dell’adduttore, conosciuta anche con il termine pubalgia dell’atleta. Il dolore che il paziente percepisce è causato dalla stimolazione dei tendini in seguito a movimenti di contrazione e allungamento dei muscoli adduttori ed è localizzato nella parte interna della coscia fino all’inguine.

Sintomatologia della tendinite inguinale

I pazienti che soffrono di tendinite inguinale riferiscono dolore in sede inguinale con peggioramento lento e progressivo. La principale sede dolorosa è la zona superiore dell’inguine, nel punto esatto dove il muscolo s’innesta nell’osso pelvico, ma questa può irradiarsi fino alla gamba.

Se non trattata in modo corretto la tendinite inguinale può diventare cronica e difficile da curare.

Il paziente riferisce di non riuscire a correre. Gli specialisti raccomandano di prestare attenzione qualora dovessero comparire disturbi lievi percepiti in zona inguinale.

In particolar modo i medici si riferiscono a un’improvvisa sensazione di rigidità localizzata in zona inguinale, percepita sia durante l’esercizio che dopo.

Se gli esercizi di stretching non riescono a placare il dolore è opportuno rivolgersi al medico. Se un atleta durante la corsa avverte difficoltà a mantenere la stessa velocità oppure a effettuare scatti è preferibile che consulti lo specialista prima della comparsa di eventuale dolore.

La difficoltà a calciare il pallone potrebbe essere un segnale precoce di tendinite inguinale.

Tendinite inguinale: cure e trattamento

Parlando di tendinite inguinale, un corretto trattamento riesce a limitare l’infiammazione e la sensazione dolorosa grazie al rafforzamento muscolare e all’esecuzione di esercizi di stretching specifici.

Il paziente affetto da tendinite inguinale deve rivolgersi a uno specialista, il quale svolgerà un’attenta analisi del quadro clinico dell’individuo al fine di comprendere se il dolore percepito nella zona inguinale è riferito al muscolo adduttore, alla parete addominale, al muscolo ileopsoas oppure all’osso pubico.

Prima d’iniziare un trattamento è indispensabile valutare la causa del disturbo, in quanto la sintomatologia potrebbe essere confusa con quella causata da alterazioni riguardanti anche queste aree del corpo umano.

I medici consigliano di non sottovalutare la comparsa di dolore nella zona inguinale e d’intervenire in tempi brevi. La prevenzione è molto importante per evitare complicazioni future.

I medici specialisti consigliano il riposo, nonostante non riesca da solo a risolvere il problema. Gli atleti sono gli individui maggiormente colpiti da questa tendinopatia e necessitano di una riabilitazione completa prima di riprendere gli allenamenti. Il programma di riabilitazione prevede esercizi di stretching e massaggi.

Il paziente deve innanzitutto eliminare tutte le attività che provocano dolore e dedicare molto tempo al riposo.

All’inizio del trattamento, al fine di alleviare il dolore, è consigliabile effettuare applicazioni di ghiaccio per almeno 24 ore e fino a un massimo di 48 ore. Divieto assoluto di praticare sport e di effettuare sedute di allenamento.

La ripresa dev’essere graduale e deve seguire un calendario organizzato in modo personalizzato direttamente dallo specialista. Non appena il dolore scompare è possibile iniziare il trattamento, non prima quando il fastidio è ancora presente.

Il medico può prescrivere al paziente dei farmaci antinfiammatori specifici per ridurre l’infiammazione ai tendini, nonostante la cura più efficace è rappresentata dagli esercizi.

Il paziente non deve mai esagerare con l’assunzione dei farmaci e deve sempre seguire i consigli del medico curante. Il terapista specializzato in tendinopatia raccomanda l’elettroterapia con ultrasuoni oppure un ciclo di trattamenti laser studiati per alleviare il dolore.

Massaggiando in modo intensivo i muscoli adduttori è possibile migliorare lo stato di salute del muscolo ed eventualmente liberare nodi stretti, protuberanze o grumi.

Queste formazioni, se presenti, possono aggravare la sintomatologia dolorosa e ostacolare la ripresa. Distendere i muscoli rappresenta un modo efficace per migliorare il tono muscolare.

L’agopuntura permette di rilassare in tempi brevi e agire direttamente sulla tonicità muscolare.

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Esercizi specifici per la tendinite inguinale

Per curare la tendinite inguinale è consigliabile effettuare esercizi di rafforzamento muscolare e di stretching.

La regola più importante per ottenere risultati soddisfacenti e in tempi brevi è non esagerare con gli esercizi e fermarsi in presenza di dolore.

Eliminare il disturbo e ricominciare a muoversi è il primo passo per riabilitare i tendini, i quali purtroppo non traggono particolare giovamento dal riposo prolungato.

I primi esercizi da fare sono di tipo stretching per i muscoli adduttori e di allungamento per la colonna vertebrale.

Non appena l’atleta riesce a intensificare nuovamente i movimenti è opportuno effettuare un ciclo di esercizi motori studiati per incrementare la vascolarizzazione localizzata agli arti inferiori, rinforzare i muscoli e sbloccare le zone contratte.

È importante farsi seguire da un terapista e non improvvisare.

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