Il Gin Pent funziona per l’artrosi?

Il Gin Pent funziona contro l’artrosi?

Questo interrogativo è particolarmente ricorrente tra coloro che, da amanti delle soluzioni al 100% naturali, cercano in tutti i modi di risolvere i classici problemi della rigidità articolare, della limitazione dei movimenti, del dolore piuttosto intenso, sintomi in sostanza dovuto all’eccessivo consumo della cartilagine e dal suo ruolo di ammortizzatore che, di fatto, viene meno.

Prima di rispondere al quesito con cui abbiamo aperto il post è però di fondamentale importanza presentare il Gin Pent e qualche notizia storica che lo vede protagonista.

Gin Pent

Gin Pent

Cos’è il Gin Pent? Una storia davvero originale

Trattasi di una pianta, caratterizzata da proprietà a dir poco miracolose, la cui comparsa in Italia è strettamente connessa a quella di un kiwi. Ma procediamo con ordine.

La storia del Gin Pent parte negli anni ’80, quando Giovanni Ambrogio, un vivaista di Offlaga, piccolo comune del bresciano con poco più d 4.000 abitanti, decide di fare un bel regalo ad un amico, pronto ad emigrare in Argentina. In cambio di alcune piantine di kiwi, tutte rigorosamente cresciute nel vivaio, il vivaista ne riceve una di Gin Pent.

Noto come l’albero della vita, questo Gin Pent proveniva da un giardino botanico giapponese, situato a pochi passi dall’abitazione del futuro emigrante. Prima di espatriare, però, l’amico di Giovanni gli consiglia di mangiare le foglie di questa pianta, caratterizzata da proprietà uniche e a dir poco eccellenti, a livello curativo.

La svolta la dà un retrogusto amaro: arrivano le capsule vegetali

Questa pianta poteva davvero guarire tutto, al punto che Giovanni prova in ogni modo possibile e immaginabile a farla crescere nel vivaio di sua proprietà. Il risultato, dopo qualche ostacolo, è che la pianta cresce nel vivaio e presenta un gusto piuttosto amarognolo. Ed è a questo punto che arriva la svolta. Visto il gusto non propriamente eccellente, per rendere commestibile questa pianta, decide di trasformarla in capsule di natura vegetale.

Passano gli anni e, dopo qualche ostacolo inevitabile, la pianta inizia a crescere rigogliosamente. Tanti sono i benefici che vengono fuori. Giovanni che presentava problemi di salute di vario tipo, dall’artrosi all’ulcera, senza dimenticare il colesterolo alto, ritorna così in forma. A quel punto, viste le sue proprietà, alcuni ricercatori scientifici iniziano a rilevare quali sono gli effettivi benefici riscontrabili in fase di utilizzo.

Giovanni, infatti, era riuscito a guarire dai suoi mali, perché la cura aveva sortito l’effetto sperato. E così, addio definitivo all’ulcera, al colesterolo alto e all’artrosi.

Soddisfatto dei risultati positivi ottenuti, Giovanni invita i suoi amici, i suoi familiari, i suoi colleghi e i suoi conoscenti a testare le proprietà del Gin Pent ai suoi familiari. Come le analisi mediche tendono a confermare, i dolori di ogni sorta, di fatto scompaiono, accertando il livello massimo di proprietà curative.

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Un’idea vincente: la pianta originaria del Giappone dà il via ad un business di successo

A questo punto, Giovanni capisce che questa pianta rivoluzionaria, con proprietà fuori dal comune, può rappresentare un’eccellente opportunità di business. E così dà il via alla trattativa di vendita del prodotto finito, trascorrendo 3 anni in un laboratorio medico tedesco, al fine di rilevarne le proprietà e i benefici effettivi. Per difenderne la proprietà intellettuale e per scongiurare il rischio di imitazioni, l’integratore viene brevettato e riconosciuto a livello continentale a partire dal 1998.

Il Gin Pent è una pianta adattogena

Le proprietà del Gin Pent, in termini scientifici, risiedono principalmente nel fatto che trattasi di una pianta adattogena. Cosa vuol dire nello specifico? Che, in sostanza, l’albero della vita, come viene conosciuto tra gli addetti ai lavori, è in grado di adattarsi alle condizioni dell’organismo, favorendo tutta una serie di rispose individuali, a fronte di ogni patologia.

Chi è che detiene oggi il brand del Gin Pent?

Il marchio gin pent è in possesso del signor Marin Ambrogio, titolare dell’impresa Ambrogio Italia. Questa splendida realtà tipicamente italiana si occupa della commercializzazione del prodotto.

Perché il gin pent, specie negli ultimi anni, riscuote sempre più successo?

Tanti sono i motivi per cui il Gin Pent si lascia apprezzare, incassando una miriade di feedback positivi. In primo luogo, è un toccasana contro lo stress. A fronte di un’attività lavorativa particolarmente usurante, di una vita sociale decisamente intensa, di viaggi continui, di ore di sonno inferiori al dovuto, l’albero della vita può rappresentare la soluzione giusta.

Ma non è tutto, visto che contrasta in maniera efficace la depressione, allevia i problemi inerenti all’apparato digerente, come ad esempio la stitichezza, l’ulcera, la colite, la cattiva digestione e la gastrite, riduce sensibilmente gli stati d’ansia e i patemi d’animo che, purtroppo, finiscono inevitabilmente per compromettere il normale ciclo sonno-veglia, allontana la minaccia del colesterolo alto, del diabete, della pressione alta, delle problematiche di natura circolatoria e, infine, risolve in gran parte i problemi connessi all’artrosi e all’artrite e più in generale degli stati infiammatori delle articolazioni.

Infine, questa pianta originaria del Giappone dispone di proprietà antinfiammatorie decisamente fuori dal comune. Autorevoli ricerche scientifiche mettono in evidenza come l’integrazione giornaliera a base di Gin Pent si riveli indispensabile per donare all’organismo vitalità ed energia ai massimi livelli, aiutando a decongestionare sia gli organi interni che i tessuti. Solo in questo modo, infatti, è possibile prevenire l’artrosi.

Conclusioni

Quindi, in definitiva, al signor Giovanni Ambrogio va dato atto di aver portato nel nostro Paese una pianta dalle proprietà salutistiche a dir poco incredibili. Certo, c’è voluto un decennio di ricerche in campo botanico, affinché questa pianta giapponese potesse adattarsi al meglio al clima della Pianura Padana.

Tuttavia, in questo lasso di tempo, il principio attivo, utile nell’ottica della salute, è sensibilmente superiore rispetto al passato: la concentrazione di saponine, infatti, è pressoché raddoppiata, passando di fatto da 50 a 92.
Gli estratti dell’albero della vita, quindi, apportano benefici considerevoli in caso di artrosi e non solo.

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