I fanghi fanno bene per l’artrosi?

L’artrosi è una patologia degenerativa che affligge i soggetti tra i 60 e gli 80 anni, anche se coloro che hanno subito eventi traumatici possono incorrere nella sua insorgenza.

L’artrosi è una malattia che nei casi più gravi può essere invalidante e una sua risoluzione è tanto auspicata quanto difficile: solo nei casi di sofferenza localizzata, ad esempio a livello delle ginocchia o delle mani, è possibile intervenire con infiltrazioni di acido ialuronico (una delle componenti, insieme alle proteine, del liquido sinoviale che irrora le cartilagini articolari) oppure con la collocazione di protesi articolari attraverso un intervento di chirurgia mininvasiva.

Negli altri casi per alleviare la sintomatologia infiammatoria che ne consegue, si può ricorrere ad antidolorifici, analgesici oppure a trattamenti termali come la fangoterapia, i cui benefici nella cura dell’artrosi sono ormai riconosciuti e accertati.

I fanghi fanno bene per l'artrosi?

I fanghi fanno bene per l’artrosi?

Artrosi: di cosa si tratta

L’artrosi si presenta come una malattia degenerativa che causa un lento e inesorabile deterioramento e consumazione della cartilagine articolare, ovvero quella materia elastica che avvolge le estremità delle ossa. L’alterazione della cartilagine comporta l’esposizione della struttura ossea sottostante: una cartilagine sana rende funzionale l’articolazione e fluidi i movimenti, mentre un suo danneggiamento crea un attrito doloroso e invalidante.

Le articolazioni più colpite dall’artrosi sono quelle che tendono ad usurarsi prima per via dell’età e delle attività svolte costantemente nel tempo e dunque ginocchia, mani, piedi, colonna vertebrale, anche e caviglie.

Le concause della comparsa dell’artrosi sono il sovrappeso, la familiarità, lesioni ossee, malattie vascolari, sport usuranti che sollecitano solo certe articolazioni e forme di artrite come la gotta e l’artrite reumatoide.

La conseguenza dell’artrosi è una manifestazione infiammatoria che porta gonfiore, dolore, rigidità e nei casi più gravi deformazioni delle ossa e relativa impossibilità di movimento.

I fanghi per curare l’artrosi

Chi soffre di artrosi tende ad abusare di analgesici ed antidolorifici per calmare il dolore che si manifesta quando si muove l’articolazione interessata: in molti casi i soggetti sofferenti sono costretti a una dannosa immobilità proprio per via della sofferenza patita.

La crenoterapia è una terapia che attraverso strumenti termali come stufe, grotte, acque minerali e fanghi, apporta molti benefici alla salute grazie alle loro proprietà e modalità di applicazioni: in particolare per i soggetti affetti da artrosi un ruolo principe spetta alla fangoterapia.

Molti legano i benefici dei fanghi a scopi meramente estetici come ad esempio la riduzione della cellulite su gambe, fianchi e pancia. In realtà la fangoterapia ha importanti capacità riabilitative nei soggetti afflitti da artrosi: se eseguita con costanza riduce le fasi acute della malattia e l’intensità della sintomatologia, alleviando il dolore e l’infiammazione, favorendo un recupero delle funzioni articolari e migliorando sensibilmente la qualità di vita del paziente.

I fanghi sono consigliati in particolare a chi soffre di osteortrosi, forme della malattia nella fase cronica, e anche in quei reumatismi extra-articolari che cioè interessano i tessuti molli contigui come la periartrite, le tendiniti o la borsite.

I soggetti che ricorrono alla fangoterapia sono quelli che lamentano sofferenze causate in particolare da: artrosi cervicale che agisce sulle articolazioni vertebrali e irradia l’infiammazione anche agli arti superiori; artrosi a livello lombare che causa una pressione sulla parte più sollecitata nel corso della giornata ovvero la schiena; artrosi dell’anca, che colpisce sopratutto le donne con un dolore talmente intenso da impedire la semplice mobilità; artrosi delle mani e dei piedi che col tempo porta a una deformità dell’arto tanto da causare una prolungata inattività; artrosi delle ginocchia, aggravata da obesità, sedentarietà e problemi ai legamenti del ginocchio stesso.

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Un trattamento garantito dal Ministero della Sanità Italiano

Il valore terapeutico della fangoterapia finalizzato alla cura dell’artrosi e alla riabilitazione dei pazienti è stato ormai riconosciuto dal Ministero della Sanità Italiano: spetta al medico curante prescrivere questa particolare cura termale al paziente che potrà dunque usufruire di un intero ciclo di fanghi nell’arco di un anno legale (tra una seduta e l’altra non può trascorrere un periodo superiore a 60 giorni). Il medico potrà prescrivere al massimo dodici fanghi seguiti da altrettanti bagni terapeutici: questa è la quantità giusta per poter godere dei benefici e alleviare dolori, gonfiori e rigidità.

Il fango termale ha una composizione organica, liquida e argillosa: è formato da argilla, humus, microfauna e microflora, secrezioni e detriti cellulari e acqua minerale. In quest’ultima, che può essere salso-bromo-iodica o sulfurea, il fango viene fatto maturare anche 24 mesi per arricchirsi di benefiche sostanze microrganiche come alghe e muffe.

La fangoterapia è un vero e proprio rituale che inizia generalmente la mattina con il predisporre i fanghi sul lettino per far si che raggiungano la temperatura giusta (che si aggira tra i 39° e i 42°) e solo in quel momento il paziente da trattare si distende sopra per poi essere ricoperto, nelle zone articolari da curare, con altro fango termale.

Successivamente il paziente viene avvolto da una coperta per mantenere intatta la temperatura e non disperdere il calore benefico dei fanghi. Dopo aver trascorso sul lettino un tempo tra i 20 e i 25 minuti, è il momento di immergersi in vasche ricolme di acque termale, le cui specificità legate a temperatura e durata sono decise di volta in volta dal medico termalista: si resta qui un quarto d’ora, durante il quale si innesca l’azione analgesica con i muscoli che si rilassano.

La fase che segue è legata al totale relax durante il quale non deve sorprendere la grande quantità di sudore che si espelle: durante la fangoterapia si compie la capacità calorica che comporta l’accumulo di calore prima e la sua dispersione poi.

La manoterapia è invece un trattamento termale che, eseguito dopo la fangoterapia, intensifica gli effetti benefici: consiste sostanzialmente in un massaggio terapeutico che migliora la circolazione del sangue, elimina depositi di grasso e scorie metaboliche, allevia il trofismo dei tessuti e restituisce la mobilità agli arti sofferenti.

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